L’EURO E LA SUA STORIA

Il nome euro deriva dalla parola Europa e, sostituendo l’ECU, viene adottato nel 1995 dal Consiglio Europeo di Madrid. Con la direttiva del Consiglio Europeo 1103/97 viene stabilito che “la denominazione della moneta deve essere la stessa in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea, tenendo comunque conto di alfabeti diversi. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri“.
Fino al 1995 veniva impiegato l’ecu in tutti i trattati ed il Consiglio Europeo decise di sostituirlo con l’euro per ragioni linguistiche. L’ecu infatti aveva ragion d’essere in inglese, lingua nella quale era espresso e in francese poiché, in tale lingua, vuol dire scudo che è stata un’antica moneta francese. Il nome originario, quindi, non aveva alcun richiamo agli altri paesi e, in aggiunta, si è presentato il problema “della vacca tedesca”. Un ecu infatti, sarebbe stato chiamato, in tedesco, ein Ecu che foneticamente sarebbe stato troppo simile a eine Kuh, appunto, una mucca.
In base al codice ISO 4217, la moneta unica è stata codificata con tre lettere: EUR. Per l’euro si è anche provveduto a disegnare un simbolo; la Commissione Europea si è ispirata alla lettera greca epsilon poiché la medesima è stata interpretata come la stilizzazione della lettera E.
Il simbolo Euro deve quindi rispettare le caratteristiche e le proporzioni sotto riportate.

Il nome unico della moneta europea ha, in realtà, due eccezioni. La Grecia ottenne da subito di poter chiamare la moneta in caratteri ellenici e la Bulgaria ottenne, durante il Trattato di Lisbona, di poter chiamare la moneta unica in caratteri cirillici.
L’euro è la valuta comune dell’unione europea ed è la divisa unica per i sedici stati membri che attualmente aderiscono all’ Unione Economica e Monetaria: Austria, Belgio, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna.
Nel complesso dei 27 stati membri dell’Unione Europea, 11 non hanno adottato l’euro come valuta ufficiale. Vale la pena ricordare che la Danimarca e il Regno Unito godono di una clausola che permette loro di mantenere la loro valuta a tempo indeterminato mentre la Svezia, entrata nel 1995 nell’UE, continua ad impiegare la corona svedese e prevede di non adottare l’euro prima del 1 gennaio 2010.
Per i rimanenti 8 paesi, l’introduzione della moneta unica è subordinata al raggiungimento dei parametri macroeconomici che permettano di rispettare quanto sancito nel Trattato di Maastricht. Ricordiamo che i parametri appena citati sono volti a garantire la stabilità del paese e, in via essenziale, sono da intendersi la stabilità dei prezzi, la situazione della finanza pubblica, il tasso di cambio e i tassi di interesse a lungo termine.
Più nello specifico, i parametri di Maastricht prevedono:
– un deficit pari o inferiore al 3% del prodotto interno lordo;
– un rapporto debito-PIL minore del 60%;
– un tasso di inflazione non superiore di oltre 1,5 punti percentuali rapportato a quello medio dei tre stati membri ad inflazione minore;
– tassi d’interesse a lungo termine non superiori di oltre 2 punti percentuali su base media dei tre stati membri ad inflazione minore;
– appartenenza al Sistema Monetario Europeo per almeno due anni.

In aggiunta ai membri dell’unione già citati, vi sono alcuni microstati che hanno adottato l’euro in forza delle condizioni di unione monetaria con paesi membri della UE; sono Città del Vaticano, il Principato di Monaco, San Marino e Andorra.
Infine ricordiamo che l’euro, in quanto a circolazione monetaria, ha avuto inizio il 1 gennaio 2002 ma il suo debutto nei mercati finanziari internazionali, risale al 1999.

Monete e Banconote

La moneta unica è coniata in 8 monete di differenti colori.
– Le monete da 1, 2 e 5 cent sono in color rame, prodotte in acciaio ricoperto di rame;
– Le monete da 10, 20 e 50 cent in colo oro;
– Le monete da 1 euro e 2 euro sono bicolore e bimetalliche, in color argento e oro.
Ogni moneta si presenta con il recto comune a tutti i paesi che hanno adottato l’euro come moneta ufficiale e il verso lasciato alla competenza dei singoli stati coniatori; ciò ha fatto si che vi siano in circolazione quasi 130 diverse monete senza considerare le monete commemorative né quelle coniate da Città del Vaticano, San Marino e il Principato di Monaco.
La Finlandia ha deciso di non emettere monete da 1 e 2 centesimi ad accezione di piccolissime quantità destinate al collezionismo e non alla circolazione sul mercato.

Analizzando le monete, al recto, si nota che raffigurano:

– Quelle da 1, 2, e 5 cent l’Europa nel mondo;


– Quelle da 10, 20 e 50 cent L’alleanza tra Stati Europei;


– Quelle da 1 euro e 2 euro, l’Europa senza frontiere;


A differenza delle monete, le banconote sono caratterizzate da unico aspetto in tutta l’Eurozona e sono stampate in 7 tagli che differiscono per colore e dimensione, oltre alla raffigurazione riportata.
Con precisione, sono stampate in tagli da 5, 10, 20, 50, 100, 200, e 500 euro.
Ogni taglio presenta un differente stile architettonico europeo sia per stile propriamente detto sia per periodo; ad accomunare le differenti banconote sono però la raffigurazione di porte o finestre nell’anteriore mentre, nel posteriore vi sono raffigurati i ponti.
Le banconote, anche in considerazione degli elevati importi che riportano, nonché della possibilità che l’euro venga impiegato come valuta di riserva internazionale, sono state progettate e dotate di sofisticate tecnologie anti-contraffazione.
Analizzando in dettaglio i singoli tagli delle banconote:

Banconota da 5 euro, colore grigio, 120 mm x 62 mm, raffigura architettura classica prima del V secolo.


Banconota da 10 euro, colore rosso, 127 mm x 67 mm, raffigura architettura Romanica del XI – XII secolo.


Banconota da 20 euro, colore blu, 133 mm x 72 mm, raffigura architettura Gotica del XIII – XIV secolo.


Banconota da 50 euro, colore arancione, 140 mm x 77 mm, raffigura architettura Rinascimentale del XVI – XVII secolo.


Banconota da 100 euro, colore verde, 147 mm x 82 mm, raffigura architettura Barocco e Rococò del XVII – XVIII secolo.


Banconota da 200 euro, colore giallo ocra, 153 mm x 82 mm, raffigura architettura Art Nouveau del XIX – XX secolo.


Banconota da 500 euro, colore viola, 160 mm x 82 mm, raffigura architettura Moderna del XX- XXI secolo.